
Hi mates,
eccomi qui a scrivere il secondo articolo del mio blog dove riassumerò in breve i passaggi compiuti prima della partenza e l’arrivo in aeroporto.
Come dicevo nel precedente articolo, la mia parentesi egiziana è stata molto importante in quanto condividevo la stanza con Nico. Ecco Nico rappresenta uno di quelli che ce la sta facendo grazie alla sua forza di volontà e alle sue spalle larghe, difatti sta aspettando la concessione del permanent visa (sogno di molti, me compreso).
Siamo sempre rimasti in contatti dopo l’esperienza egiziana e spesso ci siamo incontrati a Milano o Modena, ad aprile 2014 mi arriva una chiamata nel pieno della notte milanese ed era lui che rimembrava il fatto che erano passati giusti 9 anni dalla nostra partenza per Sharm. Inutile dire che mi ha fatto un sacco piacere sentirlo e mi ha dato alcune informazioni importanti ovvero:
- a Perth gli stipendi sono un po’ più alti della media australiana
- il Western Australia è una terra immensa da scoprire
- che qui nessuno regala niente ma vige la meritocrazia
- che è fondamentale sapere bene l’inglese se si vogliono fare dei lavori più qualificati
Diciamo che da qui è scattata un po’ la molla definitiva. I mesi successivi li ho passati sempre lavorando tanto per mettere da parte più soldi possibili e sentendo anche un po’ di pareri degli amici (ecco ricordatevi che alla fine è sempre la tua testa a decidere, le critiche costruttive fan bene ma come diceva una canzone del Liga “Questa è la mia vita”.
Ormai il dado è tratto e la decisione è stata presa, ho applicato per il Working Holiday Visa (420$) in 10 min attraverso un form online e nelle 2 ore successive mi è arrivata la mail da parte dell’ufficio immigrazione australiano con il visto approvato (WOW 2 ore!!!); in seguito ho monitorato giornalmente i voli e le soluzioni migliori. Alla fine la scelta è ricaduta sulla Qatar Airways che in 19h a 685 euro mi avrebbe portato nella terra di OZ. (durante la fase di scelta consiglio sempre magari di spendere qualche euro in più, ma di evitare viaggi di 28 ore).
Partito il 28 ottobre da Milano Malpensa, dopo avere festeggiato con amici e parenti (compleanno e partenza), con una valigia da 30kg arrivo all’aeroporto internazionale di Perth e qui inizi a dirti ma sarà tutto vero quello che fan vedere ad airport security?
La risposta è sì, ovviamente senza le telecamere e le musichette thriller del programma, sono molto rigidi e severi. Sull’aereo ti fanno compilare un foglio dove devi dichiarare se trasporti cibo, più di 2,25l di alcol, ecc… Dichiarare il falso o non dichiarare non è consigliato perchè le sanzioni sono pesanti (si parte da una multa di 260$ solo per non aver dichiarato e si può arrivare anche all’arresto). Nel mio caso viaggiavo tranquillo perchè con me avevo solo una bottiglia di Amaro Montenegro da 0,7l.
Arrivo al controllo passaporti ed essendo in possesso del passaporto con il chip elettronico mi reco alla macchinetta automatica per fare prima, ma tale mi dice di rivolgermi al desk. Mi metto in coda, e un gruppo di italiani pensa bene di fare una foto alla dogana (proibito con tanto di cartello, vengo colti in fragranza e minacciati di una multa da 1000$ se non avessero cancellato immediatamente la foto). Arriva il mio turno davanti l’ufficiale e mi guarda con aria stranita e mi dice di accomodarmi in quella stanza, arriva un altro ufficiale e mi dice che il chip del mio passaporto è rotto e di mostrargli altri documenti per verificare la mia identità (devo dire che non sono stati bei minuti ahhaah). Una volta sistemato il tutto ritiro il bagaglio e un altro ufficiale mi fa passare da un’uscita secondaria in quanto non avevo nulla da dichiarare.
Finalmente metto piede fuori e ad aspettarmi c’era Nico con la sua donna.